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domenica 23 ottobre 2011


2 commenti:

  1. Terribile... questi ragazzi vivono all'estremo e il loro estremo prevede la tragedia, solo che, per un qualche motivo, della tragedia non se ne tiene conto, anzi, proprio in questo "sport" dove di morti ce ne sono state innumerevoli, a un certo punto si è cominciato a prediligere campioni che sono un inno, un monumento vivente, alla spensieratezza.

    Credo che anche lì avvengano selezioni e, forse, qualcuno ritiene ci siano caratteri adatti, più di altri, ai colori sgargianti. Meno "fisiognomicamente" pessimisti per i "marchi" di cui saranno tempestati che però, nel momento tragicamente fatale, rendono decisamente paradossale la tragedia.

    Accade fatalmente un qualcosa che mi fa ricordare una battuta di un film di Sorrentino, "Le conseguenze dell'amore", dove il protagonista a un certo punto commenta, al riguardo del suo spacciatore, che è "sconveniente, per uno spacciatore, chiamarsi Gianluca".

    Ecco, vi è, in lungo e in largo, nel nostro mondo colorato, un qualcosa di "quasi osceno" per il contrasto che si propone e a cui continuamente assistiamo esenti da spirito critico: il nostro è un mondo che prevede tutto, dobbiamo solo divertirci. No: ni non prevediamo la fatalità che esiste, altrochè se esiste.

    Ora mi chiedo, anche, cosa si dovrebbe fare -o pensare- se si applicasse al "mondo delle corse" (quindi, a suo modo, una virtualità) il web-criterio della "sicurezza", quella cautela che si chiama sempre in difesa dei semplici, cioè per quelli di cui pullula il mondo (solo del web?) e che devono essere protetti perennemente da misure "censorie" da parte di autorità paternaliste che hanno tanto da dire per il web e nulla da dire per tutto il resto.

    Qualsiasi cosa accada o si dica, sono certa che noi non cambieremo questo nostro essere scanzonati sull'orlo del burrone mentre ci facciamo un sacco di problemi ad essere scanzonati negli spazi che possono essere effettivamente ludici. Perché è tutta una questione di soldi o, oltre quella, non riusciamo a pensarne nessun'altra.

    Ritenendo i campioni perfettamente integrati, beati dii non avere alcun dubbio al riguardo, non ne ho mai approvato i modi, però, pur avversa nell'opinione, mi spiace davvero per te, povero ragazzo...

    L'unica cosa che posso fare per te, è che nel mio piccolo cercherò un modo perché la tua morte (quella simbolica che riguarda i campioni come te) non sia inutile.

    Sono davvero triste.

    Addio.

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