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mercoledì 30 giugno 2010



Ci avete messi qui dentro e ci va bene. Siamo abituati a vivere ai margini, la cosa non ci disturba. Tanto ci venite voi, con le vostre berline, fin qui. Di nascosto, a notte fonda. E non scendete mai. Mai una pacca sulla spalla. Solo quel passarsi veloci la merce e scappare via subito da quest'inferno, ma vi capiamo. Qui, sopratutto di notte, fa paura. Che poi un inferno non sarebbe se solo non aveste tutto questo terrore. Sarà che a noi le cose  fanno meno paura. Ci siamo cresciuti, nella paura. Noi le vostre paure non abbiamo più nemmeno il posto dove metterle, noi non abbiamo più paura nemmeno della morte, per forza di cose, e ci comportiamo di conseguenza. Un vantaggio non irrilevante. Noi il vostro terrore l'abbiamo già superato. Forse non abbiamo neanche mai avuto il piacere di conoscerlo. Se avete ancora paura vuol dire che quello che possono portarvi via ha ancora un valore, e non è il nostro caso. E' il vostro. Siete come noi quando temevamo le belve e gli scorpioni, ma noi le belve le rispettavamo. E gli scorpioni anche. La vostra paura, invece, è talmente grande che si alimenta da sola con il carburante della sua stessa ipocrisia. Noi non abbiamo più niente. Noi non abbiamo mai avuto niente. Di cosa dovremmo aver paura? Portiamo droga e germogli di terrorismo in giro per il mondo, ma non ce ne frega niente della droga e tanto meno di Maometto. Per questo siamo felici. Abbiamo superato la paura, anzi, siamo diventati noi stessi la vostra paura più grande.

PapaGallo

Chiesi all'allora ministro: "Scusi, quanto costa ogni detenuto al giorno?"
"Duecentomila lire".
"Se gli date centomila lire al giorno, vedrà che questi non rubano più".


Da: "Così in terra, come in cielo" di Don Andrea Gallo