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sabato 30 aprile 2011

Marciando su un marciapiede.


Sono fatti per farci cagare il cane, per mettersi in vetrina, per dormirci avvolti dai cartoni, per accompagnarti a fare la spesa, per scambiarsi pettegolezzi e droga, sguardi indifferenti e precedenze pedonali, per nascondere le condotte fognarie, per parcheggiarci la macchina e per darti una direzione.
Sono fatti per marciare.
Di lusso o popolari, fuorilegge o intimi, sporchi o puliti, sicuri o da evitare, familiari, occupati da saluti frettolosi o chiusi da palazzi delle facciate nuove. Che puzzano di piscio, troppo bui o troppo illuminati, inutili o necessari, stretti come corridoi o larghi come autostrade, che si fermano ciechi o che attraversano continenti interi.
Il marciapiede ti riporta sempre a casa.
Gli eserciti marciano, gli schiavi marciano, le mandrie marciano.
Le giornate marciano.
I piedi marciano.
Sui marciapiede.

4 commenti:

  1. Che ti riportino sempre a casa... dipende...
    Ci si perde anche...
    Chissà cosa ti ha scatenato questo post...
    La parola "marciare" m'induce a pensare a qualcosa di militare... ed effettivamente, potremmo esserlo tutti, mentre marciamo sui marciapiedi, lottando ogni giorno con i nostri percorsi... soprattutto se sono campi minati dai cani di coloro non si degnano di pulire, dopo esserci passati!

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  2. in effetti il concetto è quello dei soldatini che marciano...
    devo smettere di scrivere post prima dell'alba.

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  3. Devi dormì :-)

    Pensa potessimo ancora camminare tutti sulle vecchie care strade bianche...

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  4. strade bianche e scarpe impolverate...senza divieti....che bello che era....

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