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martedì 25 gennaio 2011

tanti auguri Bandini

“Aspetta primavera, Bandini” diceva John Fante.
“Tanti auguri, coglione” dico io.
“Grazie.”
Faccio tutto da solo, come al solito.
Sono stato capace di invecchiare di dieci anni in un mese e di un mese in dieci anni, congelandomi, scongelandomi, mummificandomi, risorgendo come un Cristo in maschera. 
Perché ci sono giorni in cui mi piace avere diciotto anni e guardare il mondo come fosse ancora quell'intricata matassa che fa paura ma ti spinge a provarci comunque. 
Ci sono altre giornate in cui mi piace averne ottanta, essere un vecchio saggio che guarda il mondo da dietro la foschia delle cataratte, senza più parlare.
“Buon compleanno, Bandini. E ricordati che tra un po' è primavera.”
“Di nuovo.”

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