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martedì 6 luglio 2010

ubriacati di quello che c'è, ma fallo.


Bisogna sempre essere ubriachi. Tutto qui: è l'unico problema. Per non sentire l'orribile fardello del Tempo che vi spezza la schiena e vi tiene a terra, dovete ubriacarvi senza tregua. Ma di che cosa? Di vino, poesia o di virtù : come vi pare. Ma ubriacatevi. E se talvolta, sui gradini di un palazzo, sull’erba verde di un fosso, nella tetra solitudine della vostra stanza, vi risvegliate perché l’ebbrezza è diminuita o scomparsa, chiedete al vento, alle stelle, agli uccelli, all'orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che scorre, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, chiedete che ora è; e il vento, le onde, le stelle, gli uccelli, l'orologio, vi risponderanno: "E' ora di ubriacarsi! Per non essere gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi, ubriacatevi sempre! Di vino, di poesia o di virtù , come vi pare"
(C. Baudelaire)

2 commenti:

  1. Bellissima e amara poesia...Io è da un po' che mi ubriaco, ma non di alcool, ma di pensieri e immagini.
    Ognuno sceglie la propria bottiglia dove annegare qualcosa...Ma sai alle volte alzando gli occhi, magari ci accorgeremmo che 'annegare' non è poi così male...

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  2. io sono astemio, ma sono sempre ubriaco di qualcosa.

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